SCUOLA - “IN SICILIA SEMPRE MENO ALUNNI”

di Veronica Puglisi

La scuola sta registrando oggi gli effetti di una trasformazione demografica maturata negli anni precedenti. A ciò si aggiunge la mobilità verso le altre regioni: nel 2025 il saldo migratorio interno della Sicilia è risultato negativo per circa undicimila persone. E’ l’analisi del Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani, secondo cui in Sicilia emerge una progressiva riduzione degli iscritti nelle scuole determinata dalla contrazione demografica. Nell’anno scolastico 2026/2027 frequentano le scuole dell’Isola 639.929 studenti, distribuiti in 34.864 classi. Particolarmente significativo è il dato delle nuove coorti: gli iscritti al primo anno della scuola primaria sono 37.075, a fronte dei 41.948 iscritti al primo anno della secondaria di primo grado e dei 41.017 della secondaria di secondo grado. Pur trattandosi di generazioni differenti la minore consistenza degli ingressi nella primaria costituisce un segnale che non può essere sottovalutato. Alla fine del 2024 la Sicilia contava 4.787.390 residenti, 9.969 in meno rispetto all’anno precedente, mentre le nascite erano scese a 33.660, con una diminuzione di 1.829 unità in un solo anno. Il Coordinamento ritiene che il calo degli iscritti debba diventare oggetto di una specifica attenzione istituzionale. La consistenza delle generazioni che oggi entrano nella scuola primaria anticipa trasformazioni che riguarderanno progressivamente la secondaria, l’università, la formazione professionale e, il mercato del lavoro regionale. Il dato scolastico diventa così un indicatore anticipatore della struttura demografica della Sicilia. Ignorarlo significherebbe limitarsi a registrare annualmente meno iscritti, meno classi e conseguenti variazioni degli organici senza affrontare la dimensione strutturale del fenomeno.

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