I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Catania, ed i Carabinieri di Paternò, hanno eseguito 4 misure cautelari nei confronti di 4 rumeni ritenuti responsabili, di aver reclutato, organizzato ed impiegato presso terzi in condizioni di sfruttamento, lavoratori stranieri irregolari nella raccolta delle arance, in terreni agricoli dei comuni di Enna e Regalbuto, pagati a cottimo con importi di circa 1,00 euro a cassetta, ricevendo pertanto retribuzioni palesemente difformi e sproporzionate rispetto ai minimi contrattuali, con orari di lavoro estenuanti senza giornate di riposo oltre a condizioni alloggiative degradanti e costretti a lavorare e ad accettare le condizioni imposte dietro violenza e minacce.
L’indagine è scaturita dalla denuncia di quattro marocchini dipendenti da uno pseudo imprenditore rumeno, sostenuti dalla Associazione Penelope,
Uno degli arrestati ricopriva il ruolo di datore di lavoro “di fatto” mentre gli altri tre destinatari dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, svolgevano funzioni di controllo sul campo, e gestivano l’alloggio fatiscente senza acqua e luce trattenendone le somme relative all’affitto dal salario e minacciandoi lavoratori di allontanarli se non avessero accettato le condizioni di alloggio
ENNA - CAPORALATO, 4 MISURE CAUTELARI
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