ETNA - FRENO A MANO SU COMISO, A MESSINA NUOVO SCALO

di Viviana Sammito
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L’aeroporto di Comiso resta il grande paradosso dei cieli siciliani: uno scalo pronto, moderno, ma mai dpotenziato davvero.

A frenare lo sviluppo del “Pio La Torre” è anzitutto la gestione accentrata su Catania.

Lo scalo ibleo viene così relegato a semplice alyernatica ma utile solo a tamponare le emergenze della cenere dell’Etna.

Pesa come un macigno l’isolamento viario, tra i cantieri infiniti della Ragusa-Catania e l’assenza totale di collegamenti su rotaia.

Senza navette e collegamenti rapidi, atterrare a Comiso si trasforma spesso in un’odissea logistica per viaggiatori e turisti.

Nonostante i milioni previsti sulla carta, le piattaforme logistiche e le infrastrutture per le merci e l’ampliamento dello scalo, nulla ancora è stato fatto. Una risorsa strategica per l’intera Sicilia che, ancora oggi, è costretta a volare con il freno a mano tirato. e la dimostrazione è che non può ospitare oltre 40 voli al giorno perchè ha solo 6 piazzole di sosta. E mentre si discute e si grida per rilanciare l’aeroporto degli iblei è di oggi la notizia che Fabio Bertolotti, ceo della Sciara Holding, ha avviato ufficiale della fase di manifestazione di interesse relativa alle aree e agli immobili situati nei territori dei Comuni di Barcellona Pozzo di Gotto, Merì e Milazzo, nell’ambito del progetto per la realizzazione dell’aeroporto intercontinentale del Mediterraneo” Il progetto – sottolinea Bertolotti – ha riscosso l’interesse concreto degli enti preposti e della stessa cittadinanza; la fase di acquisizione preventiva delle aree nelle quali sorgerà la struttura è già iniziata con un’ottima disponibilità da parte dei proprietari finora raggiunti”.

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