SCIACCA - INFILTRAZIONI IN APPALTI, 7 ARRESTI

di Veronica Puglisi
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Sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, usura, corruzione e illecita concorrenza aggravate dalla finalità di agevolare Cosa nostra, scambio elettorale politico-mafioso e traffico illecito di rifiuti, le sette persone arrestate, cinque finite in carcere e due ai domiciliari, nell’ambito dell’operazione eseguita dal nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo e della compagnia di Sciacca. 22 gli indagati. Tra i destinatari delle ordinanze emesse dal gip su richiesta della Dda nell’ambito di un’indagine sulla famiglia mafiosa di Sciacca, l’ex responsabile della protezione civile di Agrigento, Maurizio Costa, 64 anni, accusato di corruzione e di falso. Nel 2021, in cambio dei lavori nella propria abitazione, avrebbe agevolato la società riconducibile a uno degli imprenditori mafiosi per l’aggiudicazione dell’appalto per la realizzazione dell’hub vaccinale di Sciacca, avrebbe favorito l’affidamento diretto verso la stessa società dei lavori relativi al ripristino del manto stradale nel Comune di Lucca Sicula , al “ripristino della pavimentazione stradale in alcune contrade a Caltabellotta” e all’ “l’intervento di recinzione dell’area posta sotto sequestro la Scala dei Turchi nel comune di Realmonte”. Le indagini avrebbero permesso di ricostruire un capillare controllo economico del territorio da parte della famiglia mafiosa di Sciacca, al cui interno sarebbe emersa un’accesa competizione per la leadership e terminata soltanto alla fine del 2021, dopo la morte dell’anziano boss Salvatore Di Gangi a cui sarebbe subentrato uno storico uomo d’onore “organico” a Cosa Nostra, già condannato per associazione mafiosa. Tra il 2020 ed il 2023, emerso il condizionamento di diversi appalti pubblici, come la realizzazione del depuratore, il rifacimento della rete fognaria, dell’area portuale di Sciacca e dell’asilo comunale di Menfi. Le indagini della Dda di Palermo avrebbero dimostrato anche il tentativo di influenzare le elezioni comunali del 2022 a Sciacca. Il nuovo reggente della famiglia mafiosa avrebbe incontrato un candidato al consiglio comunale per garantirgli appoggio politico. In carcere Domenico Friscia, 61 anni, Domenico Maniscalco, 59 anni, di Sciacca, Giuseppe Marciante, 37 anni, di Agrigento, Michele Russo 45 anni di Sciacca . Ai domiciliari sono finiti i saccensi Rosario Catanzaro, 55 anni, e Vittorio Di Natale, 49 anni, indagati per scambio elettorale politico mafioso. Impiegati oltre 100 militari della guardia di finanza, in forza ai reparti di Palermo e Agrigento, che stanno inoltre effettuando perquisizioni in diverse province siciliane e nel Molise, in abitazioni e sedi societarie dei 22 indagati.

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