Il comitato ‘Evento franoso’, di cui fanno parte gli sfollati per la frana di Niscemi, si è radunato ieri sera in piazza Vittorio Emanuele, davanti al municipio, a quattro mesi dal cedimento che ha tolto loro le case, per chiedere “risarcimenti equi”. “Non ci servono contributi o indennizzi – dice il presidente, l’avv. Francesco Rizzo – e chi ha perso la casa deve essere libero di decidere sul proprio futuro. Sembra che si siano già dimenticati di noi”. Il comitato contesta i contenuti del decreto legge nazionale e si rivolge ai governi regionale e nazionale e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per denunciare “una situazione che acuisce il senso di abbandono e di ingiustizia vissuto dai cittadini colpiti”. Tra le proposte avanzate indennizzi calcolati sul valore di mercato reale degli immobili, accertato mediante perizia asseverata; la soppressione dei vincoli territoriali che oggi prevedono che i cittadini debbano reinvestire i ristori esclusivamente a Niscemi o nei comuni limitrofi; ammettere al sostegno anche gli immobili per i quali risulti in istruttoria un’istanza di sanatoria presentata prima del 25 gennaio 2026. “Le richieste avanzate dai cittadini – dicono – sono rimaste fino a oggi inascoltate”.
FRANCESCO RIZZO Presidente comitato “Evento franoso” di Niscemi
Ed intanto gli esponenti No Muos hanno presentato un esposto alla procura della Repubblica di Gela per chiedere ulteriori verifiche sulle cause della frana di Niscemi dello scorso gennaio. Nell’esposto, si fa riferimento a “interventi di messa in sicurezza e contenimento mai effettuati”. “Anche la base militare Muos sta franando – dicono – per il principio di precauzione bisogna fermare ogni attività nel sito militare”.
NISCEMI - SFOLLATI IN PROTESTA: “RISARCIMENTI EQUI”
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