PALERMO - LA CITTA’ RICORDA IL GENERALE DALLA CHIESA

di Veronica Puglisi

A distanza di 44 anni dalla strage mafiosa la città di Palermo commemora il generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, inviato nel capoluogo siciliano per combattere la mafia dopo gli importanti risultati nella lotta al terrorismo. Era la sera del 3 settembre 1982, in via Isidoro Carini, un commando di fuoco lo ha ucciso insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro, 32 anni, infermiera volontaria della Croce Rossa Italiana, e all’agente di scorta 32enne Domenico Russo. Nel luogo dell’eccidio oggi l’omaggio e la deposizione di una corona d’alloro alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, del presidente della Regione Renato Schifani, delle massime autorità civili e militari. “Il prezioso lascito” del Prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa “e l’esempio di tante donne e uomini delle istituzioni che non hanno ceduto a sopraffazioni, complicità, connivenze con gli interessi criminali, affermano i valori costituzionali di libertà e democrazia”. Afferma in una dichiarazione il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. A distanza di 44 anni, il suo esempio continua a parlarci con una forza straordinaria. Coraggio, senso del dovere, amore per l’Italia: valori che dalla Chiesa ha incarnato senza mai arretrare, anche quando sapeva di essere nel mirino”, scrive sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Ricordare fa parte anche, come dire assumerci la responsabilità di perpetuare la memoria, di dare un senso a una grande tragedia del passato, una proiezione verso il futuro, l’insegnamento per i giovani e grande testimonianza”, ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. “Con la stessa gratitudine – ha aggiunto il presidente della regione siciliana Renato Schifani – ricordiamo la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo, che condivisero con lui un percorso di vita e professionale. È anche grazie all’impegno del generale dalla Chiesa, in un contesto difficile come quello dell’epoca, se oggi la mafia è più debole. E proprio seguendo il suo esempio, oggi manteniamo alta la guardia”. Onoriamo un uomo che ha servito la Repubblica con straordinario rigore etico, coraggio e un indomabile senso del dovere”, su Instagram la presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo. Dopo la deposizione in via Carini la celebrazione in Cattedrale della santa messa, officiata dall’arcivescovo Mons. Corrado Lorefice. Successivamente un’iniziativa in via Vittorio Emanuele, al cippo commemorativo, promossa dal comando legione carabinieri Sicilia. Per Mons. Lorefice la mafia è “una perversa e subdola struttura di peccato” che può essere combattuta “con la forza della coerenza e il culto dei più alti valori umani e civili”. Anche La città di Milano ha ricordato il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Cerimonia di deposizione delle corone al monumento al Carabiniere, in centro città, ALLA PRESENZA DEI FIGLI DEL GENERALE Nando e Rita.”Si va avanti, ha osservato Rita Dalla Chiesa, perché si vedono le persone e i giovani che continuano a crederci e che portano avanti tante battaglie che erano state iniziate nel 1982, quindi la nostra speranza, sono i bambini, sono i giovani”.Nando Dalla Chieda ha spiegato che Milano ricorda sempre con affetto il padre. ” Nostro padre – hanno infine osservato insieme con la sorella Rita – ci ha insegnato la libertà, anche per le proprie idee, e il rispetto per le istituzioni”.

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